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05 Jul 2017

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12 Sep 2014

L’ITALIA CHE VORREI, UN LIBRO SU FRANCESCHI

Fabio Franceschi con Stefano Lorenzetto
L’Italia che vorrei
Il manifesto civile dell’uomo che fa i libri


Nel Nordest che per lungo tempo ha trainato l’economia nazionale, vive e lavora un italiano che ha cominciato a fare il tipografo a 4 anni, sotto il tavolo di cucina; che fino ai 6 ha mangiato una sola volta al giorno, sempre lo stesso piatto, “risi col late”; che a 19 è stato costretto dalla morte del padre a improvvisarsi imprenditore; che ha saputo innovare come nessun altro un prodotto eguale a sé stesso da più di mezzo millennio: il libro. C’è riuscito costruendo l’unica impresa al mondo in grado di stampare, rilegare e consegnare un volume in meno di 24 ore, copertina inclusa (e di regalare l’intera tiratura qualora non ci riesca entro il termine concordato).
S’intitola L’Italia che vorrei (Marsilio, 176 pagine, 14 euro), sottotitolo Il manifesto civile dell’uomo che fa i libri, il saggio-intervista – in uscita mercoledì 17 settembre – dedicato da Stefano Lorenzetto a Fabio Franceschi, titolare della Grafica Veneta di Trebaseleghe (Padova). I diritti d’autore saranno devoluti all’Ong Medici con l’Africa Cuamm (Collegio universitario aspiranti medici missionari), che ha sede a Padova.
La Grafica Veneta è la più importante azienda produttrice di libri in Italia (20 milioni di copie solo per la saga di Harry Potter) e la prima d’Europa per redditività. Serve oltre 200 case editrici, fra cui le francesi Hachette e Flammarion, la News corporation del magnate australiano Rupert Murdoch, le statunitensi Time Warner e Random house. In Italia escono dalle rotative di Franceschi i libri della galassia Rizzoli-Corriere della Sera (Rizzoli, Bompiani, Marsilio, Adelphi, Sonzogno, Bur) e di altri 150 clienti: i più importanti sono Mondadori, De Agostini, Zanichelli, Vallardi, Feltrinelli, Giunti, Longanesi, Garzanti, Salani, Chiarelettere, Aliberti, Class, Piemme, San Paolo, Skira, Cairo, Sperling & Kupfer, Hoepli, Bollati Boringhieri, Fazi, Paravia, Guanda, Tea, Il Saggiatore, Baldini & Castoldi, Mursia, Corbaccio, Boroli, Gribaudo, Ponte alle Grazie, Neri Pozza.
Ma la Grafica Veneta si è specializzata anche nei libri allegati ai quotidiani Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, La Gazzetta dello Sport, La Stampa, Il Giornale, Libero, Il Fatto Quotidiano, Il Secolo XIX, Il Gazzettino, L’Unione Sarda, Il Mattino di Padova. E poi The New York Times, Le Monde, Le Figaro, El País, El Mundo, La Vanguardia, La Razón, Ouest-France, il gruppo editoriale francese Express Roularta che edita fra l’altro L’Express e L’Expansion e quello spagnolo Vocento che pubblica Abc, El Correo e Qué! E, ancora, Komsomól’skaja Pravda, Kommersant e Argumenty i Fakty in Russia; To Vima, Ta Nea ed Eleftheros Typos in Grecia; Gazeta Wyborcza e Rzeczpospolita in Polonia; Adevarul in Romania; Jutarnij List e Vecernji List in Croazia; Vecernje Novosti e Kurir in Serbia; Trud e 24 Chasa in Bulgaria; Vijesti in Montenegro; Público in Portogallo; O Globo in Brasile.
A dispetto della crisi nera che ha colpito con durezza il comparto editoriale, dal 2001 a oggi la Grafica Veneta ha aumentato di quasi 200 volte il fatturato,  raggiungendo lo scorso anno i 150 milioni di euro. L’imprenditore padovano è riuscito ad ampliare il suo business con audacia e fantasia: è diventato monopolista degli elenchi telefonici in Albania, Costa d’Avorio, Senegal, Ciad, Camerun, Malawi, Togo e Burkina Faso; ha stampato il Corano per l’Arabia saudita; ha fatto aggiornare e ha stampato l’Enciclopedia universale russa, che ha venduto 40 milioni di copie; ha inventato il libro ecologico e quello profumato; ha creato una linea di bloc-notes e di matite chiamate perpetuer, alle quali non occorre fare la punta perché non si consumano mai.
Franceschi consuma quotidianamente 500 tonnellate di carta e stampa in media 40 titoli, per un totale di 200 milioni di copie l’anno. Ogni giorno dallo stabilimento di Trebaseleghe escono 50 autotreni carichi di libri: 10 diretti nel Regno Unito, 8 in Francia, 5 in Russia, 4 in Germania, i rimanenti in Italia e nel resto d’Europa.
Ma l’aspetto più incredibile è che tutto questo avviene senza bisogno di energia elettrica. Sul tetto della Grafica Veneta sono stati infatti installati 39.000 pannelli fotovoltaici, per un totale di 100.000 metri quadrati, l’equivalente di 20 campi di calcio, che ne fanno il primo stabilimento italiano carbon free, totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico. In estate il surplus di produzione consente addirittura di soddisfare il fabbisogno di elettricità delle famiglie residenti nei quattro-cinque Comuni del circondario. Il tutto senza bisogno di un solo addetto.
Da cittadino innamorato del suo Paese, adesso l’uomo che fa i libri presenta un manifesto civile per ridare all’Italia la speranza, l’orgoglio, l’efficienza, la giustizia sociale e per restituirle il posto che le compete nel mondo. Applicando la più elementare delle ricette: tanto lavoro, tanta onestà e soprattutto tanto buonsenso.