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IL TRAMONTO DEL BLOG

05 Jul 2017

IL TRAMONTO DEL BLOG

UMBERTO ECO SUI LIBRI

26 Jan 2017

UMBERTO ECO SUI LIBRI

26 Jan 2017

UMBERTO ECO SUI LIBRI

".......Certamente io sono felice che esistano degli e-book con cui un magistrato che debba consultare di continuo le migliaia di pagine degli atti di un processo possa portarsi dietro l’informazione che gli serve senza dovere usare un tir, così come io sono lieto di aver riversato su una memoria portatile di 250 GB buona parte della letteratura universale e dei testi filosofici, così che mentre lavoro posso recuperare in un istante un canto della Divina Commedia o una questione della Summa Theologica senza dovermi alzare e tirar giù volumi ingombranti dallo scaffale. Ma so anche che basterebbe, come mi è accaduto l’estate scorsa, un fulmine in giardino per smagnetizzare la mia memoria, che se ci fosse un blackout continuato non potrei più usare quella informazione, che se ho pur registrato sulla mia memoria elettronica tutto il Don Chisciotte non posso leggerlo in tal modo a letto, alla luce di una candela, su di una amaca, in barca, nella vasca da bagno, in altalena, mentre un libro mi consente di farlo anche nelle condizioni più disagiate. E se mi cade il computer o l’e-book dal quinto piano sono matematicamente sicuro di aver perso tutto mentre se mi cade un libro al massimo si sfascia, ma il testo di cui è supporto rimane integro. Chi può ancora leggere sui computer oggi in circolazione, un floppy disk degli anni Ottanta? E, se riuscissimo a trovare ancora il lettore adatto, non si sarebbe nel frattempo smagnetizzato? [...] Pertanto, o voi che vi occupate della distribuzione e vendita dei libri, sappiate che a voi è affidata la conservazione della memoria culturale che, almeno per ora, i vari supporti meccanici, magnetici, elettrici ed elettronici non hanno ancora dimostrato di garantire. Il problema è che i supporti moderni sembrano mirare più alla rapida diffusione dell’informazione che alla sua conservazione. Il libro è stato strumento principe della diffusione dell’informazione (pensate al ruolo che ha avuto la Bibbia a stampa per la riforma protestante) ma al tempo stesso anche della sua conservazione. Sì, ho detto che le biblioteche sono preoccupate del fatto che la carta di legno non dura più di settant’anni. Ma ecco un libro del 1951, quando gli editori francesi di opere scientifiche usavano forse il peggior tipo di carta mai esistito. È vero, se non faccio attenzione a sfogliarlo le pagine si spezzano agli angoli, alcune addirittura si sbriciolano. Non potrei, a causa dell’arrossamento della carta, scannerizzarlo. Eppure, dopo quasi sessant’anni, il libro è ancora consultabile e se esso fosse l’unica copia di quest’opera, in qualche modo, magari ricopiandolo a mano, potrei salvarne il contenuto. Nessuna scienza mi assicura che tra sessant’anni questa chiavetta che porto così facilmente in tasca non si sia smagnetizzata. Di fronte a questa prospettiva angosciosa, teniamoci cari i libri. E il tenerceli cari non significa che non si possano far circolare a buon prezzo".